In questo articolo parleremo del fermo amministrativo, classica sanzione che colpisce il contribuente moroso.
Il fermo amministrativo è l’atto mediante il quale le amministrazioni o gli enti competenti provvedono alla riscossione coattiva di un credito, mediante il fermo di un bene mobile registrato.
Il fermo amministrativo, quindi, colpisce il diritto di proprietà del titolare del mezzo il quale subisce una limitazione al godimento dello stesso: il bene oggetto di fermo amministrativo non può circolare, né essere demolito o esportato.
Qualora il titolare del mezzo circoli comunque è prevista una sanzione a suo carico.
Sì. Il bene oggetto di fermo può comunque essere venduto. Tuttavia, a questo punto sarà l’acquirente a sopportare il peso del fermo e la conseguente limitazione della facoltà di godimento (sarà infatti l’acquirente a non poter circolare col mezzo acquistato).
Se l’acquirente non era a conoscenza del fermo amministrativo potrà chiedere l’annullamento della vendita oppure agire per una riduzione del prezzo.
Per chi continua a circolare è prevista una sanzione pecuniaria che va da 714€ a 2.859€, oltre all’ulteriore danno della confisca del mezzo.
Lo strumento del fermo amministrativo è spesso utilizzato dall’Agenzia delle entrate riscossione (ex Equitalia), in caso di insoluti relativi ai tributi. A seconda dell’importo dovuto dal contribuente è altresì possibile il fermo su tutti i mezzi della persona.
L’iter procedurale prevede il c.d. preavviso di fermo, tramite notifica della cartella esattoriale, con intimazione di pagamento entro il termine di 60 giorni.
Successivamente vi sarà una ulteriore comunicazione da parte dell’ente della volontà di procedere al fermo con un’altra intimazione di pagamento entro 30 giorni, decorsi i quali il fermo diventa effettivo.
Qualora la cartella esattoriale sia di notevole entità, è possibile chiederne la rateazione oltre ad altri strumenti previsti dalla legge.
Per ulteriori informazioni, qualora avessi ricevuto un fermo amministrativo, ti invitiamo a contattare i professionisti di Debit Consulting per la risoluzione del problema.
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La società Debit Consulting S.r.l., nell'erogare i propri servizi, si riserva di valutare in via preliminare la fattibilità della pratica, con particolare riferimento alla capacità patrimoniale del cliente. Tale prestazione è da intendersi quale obbligazione di mezzi e non di risultato, rimanendo conseguentemente esclusa la garanzia di raggiungimento del risultato trattandosi, in particolare, di prestazione di carattere intellettuale. Il cliente è inoltre informato che nel caso di definizione a saldo e stralcio del debito affidato alla presente società, egli sarà segnalato a sofferenza presso la Centrale Rischi dell'ente creditore, le cui informazioni sono sempre consultabili dagli intermediari finanziari per il periodo relativo agli ultimi trentasei mesi, mentre senza alcun limite per il soggetto segnalato.